MICROCOSMO Cabernet Franc Veneto IGT  -  Agricola da Schio - vaigustando

MICROCOSMO Cabernet Franc Veneto IGT

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MICROCOSMO Cabernet Franc Veneto IGT  -  Agricola da Schio - vaigustando

MICROCOSMO Cabernet Franc Veneto IGT

Prodotto in Veneto
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€28,00 Prezzo unitario €37,33/l
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Il Prodotto in Breve

✓ Cabernet Franc Veneto IGT

✓ 100% Cabernet Franc di seconda vendemmia

✓ Vendemmia tardiva manuale a metà ottobre

✓ Fermentazione spontanea con lieviti indigeni

✓ Affinamento: 6-9 mesi in botti di legno e 1 anno in bottiglia

✓ Annata disponibile: 2023

✓ Gradazione Alcolica: 14% vol.

✓ Intenso, complesso e dal profilo aromatico esplosivo

Il Microcosmo Cabernet Franc Veneto IGT di Agricola da Schio nasce sui Colli Berici, nel territorio di Arcugnano (VI), da una selezione accurata delle migliori uve Cabernet Franc dell’azienda. È un vino che rappresenta la visione più profonda e intensa della produzione agricola di Francesco e Berardo da Schio, dove ricerca agronomica, rispetto del territorio e interpretazione varietale si incontrano in un equilibrio autentico. Ottenuto da 100% Cabernet Franc di seconda vendemmia, questo vino nasce da una scelta produttiva particolare: i grappoli migliori vengono lasciati maturare sulla pianta per ulteriori 15-20 giorni rispetto alla raccolta tradizionale e vendemmiati manualmente a metà ottobre. Una tecnica che consente di ottenere maggiore concentrazione aromatica, complessità e profondità espressiva.

La fermentazione avviene spontaneamente con lieviti indigeni, valorizzando il carattere naturale dell’uva e del territorio. L’affinamento prosegue in botti di legno per circa 6-9 mesi e successivamente in bottiglia per un anno, permettendo al vino di sviluppare struttura, armonia ed eleganza. Nel calice si presenta con un colore intenso e profondo. Il profilo aromatico è complesso ed esplosivo, con una trama olfattiva ricca e avvolgente che accompagna un sorso strutturato, persistente e di grande personalità. Microcosmo è un Cabernet Franc pensato per accompagnare piatti importanti e saporiti, ideale in abbinamento a selvaggina, arrosti e preparazioni speziate.

Scheda Prodotto:

Denominazione: Cabernet Franc Veneto IGT.

Vitigno: 100% Cabernet Franc.

Zona di produzione: Arcugnano, Colli Berici (Veneto).

Annata disponibile: 2023.

Vendemmia: Seconda vendemmia manuale a metà ottobre con maturazione prolungata in pianta di 15-20 giorni.

Fermentazione: Spontanea con lieviti indigeni.

Affinamento: 6-9 mesi in botti di legno e successivo affinamento di un anno in bottiglia.

Metodo di coltivazione: Coltivazione rispettosa dell’equilibrio naturale del vigneto e della biodiversità del territorio.

Note organolettiche: Colore intenso e profondo; profilo aromatico complesso ed esplosivo; gusto strutturato, persistente e di grande personalità.

Gradazione Alcolica: 14% vol.

Abbinamenti: Selvaggina, arrosti, carni rosse e piatti speziati.

Il Territorio

Dalle terre vulcaniche del Soave alle colline calcaree dei Berici, un viaggio tra Verona e Vicenza alla scoperta di due territori che raccontano anime diverse e complementari del vino veneto.

A est di Verona, il Soave si distende sulle colline che accompagnano la pianura verso i rilievi della Lessinia. Più a est, nel territorio vicentino, emergono i Colli Berici, un sistema collinare dalla forte identità geologica e paesaggistica. Due territori distinti, accomunati da una storia viticola antica e da un rapporto con la terra che ancora oggi determina il carattere dei loro vini. Qui la vite non è semplicemente una coltura. È parte del paesaggio, della storia delle famiglie e dell'identità dei paesi. Filari, muretti, corti rurali, ville, castelli e piccoli borghi raccontano una civiltà agricola costruita nel corso dei secoli, nella quale il vino è diventato uno dei modi più autentici per interpretare il territorio.

Soave: la terra dei vulcani e della Garganega

Il Soave è uno dei territori storici del vino italiano. Il suo cuore si trova sulle colline orientali della provincia di Verona, intorno ai comuni di Soave e Monteforte d'Alpone, dove la vite occupa pendii e dorsali modellati da un'origine geologica straordinariamente complessa. Il borgo medievale di Soave, dominato dal suo castello e ancora racchiuso dalle antiche mura, è l'immagine più conosciuta di questo territorio. Ma per comprenderne davvero i vini bisogna salire sulle colline, seguendo le strade che attraversano vigneti, contrade e piccoli nuclei rurali fino a Monteforte d'Alpone.

È qui che emerge uno degli elementi più affascinanti del Soave: la sua origine vulcanica. Milioni di anni fa questa parte del Veneto fu interessata da un'intensa attività vulcanica. Basalti, rocce laviche e tufi affiorano ancora oggi in molte delle colline orientali della denominazione, alternandosi a zone di matrice calcarea. È una diversità geologica che si riflette direttamente nei vini, dando vita a interpretazioni differenti anche a poca distanza l'una dall'altra.

Su queste terre la Garganega ha trovato nei secoli il proprio habitat naturale. Vitigno antico e profondamente legato al territorio veronese, la Garganega possiede una naturale capacità di interpretare il luogo in cui cresce. Nei migliori vigneti collinari del Soave sa unire maturità del frutto, freschezza, tensione e una componente sapida e minerale che diventa progressivamente più evidente con il tempo. Accanto alla Garganega trova spazio il Trebbiano di Soave, presenza storica capace di contribuire con freschezza e precisione al profilo dei vini.

Il Soave Classico identifica il nucleo storico della denominazione, sulle colline di Soave e Monteforte d'Alpone. È un paesaggio costruito nel tempo, dove in molti punti la viticoltura si sviluppa su pendii importanti e il lavoro dell'uomo ha seguito la morfologia naturale delle colline anziché modificarla. Qui altitudine, esposizione, ventilazione e natura dei suoli cambiano da una contrada all'altra. È proprio questa frammentazione a rendere il Soave un territorio sorprendentemente articolato: non un unico vino, ma molte interpretazioni della Garganega e della collina veronese.

Nei vini più giovani prevalgono freschezza, fiori, frutto e immediatezza. Nei Soave provenienti dai vigneti più vocati e lasciati evolvere, il tempo porta invece alla luce una dimensione più profonda: note di erbe, agrumi maturi, frutta gialla, pietra e sfumature minerali si intrecciano in vini capaci di acquistare complessità anche dopo diversi anni. È forse proprio il tempo uno degli strumenti migliori per comprendere il grande Soave: vini apparentemente delicati da giovani possono rivelare, con l'evoluzione, una profondità e una longevità sorprendenti.

Colli Berici: pietra, sole e grandi rossi

Lasciando il Veronese e spostandosi verso Vicenza, il paesaggio cambia. I Colli Berici emergono dalla pianura vicentina come un'isola di colline. Il profilo è più morbido, il clima generalmente più caldo e la vegetazione mediterranea convive con boschi, ulivi e vigneti. Ville venete, piccoli borghi e antiche corti rurali testimoniano una storia nella quale agricoltura e cultura hanno modellato insieme il paesaggio.

Anche qui è la geologia a definire profondamente l'identità del vino. I Colli Berici hanno una prevalente matrice calcarea e sedimentaria, derivata da antichi fondali marini, alla quale si affiancano in alcune aree testimonianze di attività vulcanica. Rocce calcaree, argille e terreni ricchi di scheletro creano condizioni particolarmente favorevoli alla vite, mentre l'esposizione delle colline e il clima relativamente mite permettono maturazioni complete e regolari.

Se il Soave trova la propria voce più riconoscibile nella Garganega, i Colli Berici mostrano invece una spiccata vocazione per i vini rossi. Il vitigno simbolo è la Tai Rosso, varietà storicamente radicata soprattutto nell'area di Barbarano e dei Berici meridionali. È un'uva capace di dare vini fragranti, speziati e di grande bevibilità, nei quali il frutto incontra spesso note di erbe mediterranee e una trama delicatamente sapida.

Accanto alla Tai Rosso, i Colli Berici hanno dimostrato nel tempo una particolare affinità con varietà come Carmenère, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot. Il clima, le esposizioni e i terreni calcareo-argillosi permettono a queste uve di raggiungere maturazioni profonde mantenendo equilibrio, dando origine a vini capaci di coniugare struttura, eleganza e longevità. Anche il Carmenère, a lungo confuso nei vigneti con il Cabernet Franc, ha trovato nei Colli Berici una delle sue espressioni italiane più interessanti.

Due territori, due modi di raccontare il Veneto

Soave e Colli Berici sono separati da pochi chilometri di pianura, ma raccontano due anime profondamente diverse della viticoltura veneta. Nel Soave dominano la Garganega, le antiche terre vulcaniche, l'altitudine e la tensione dei grandi bianchi. Nei Colli Berici il paesaggio diventa più caldo e mediterraneo, il calcare assume un ruolo centrale e sono soprattutto i rossi a trovare profondità e carattere.

Da una parte le colline di Monteforte d'Alpone e Soave, con le loro contrade e i vigneti che affondano le radici in antiche rocce vulcaniche. Dall'altra le alture vicentine, dove calcare, argilla, boschi e vigne accompagnano lo sguardo verso la pianura. A unirli è una cultura agricola antica, fatta di famiglie, vigneti tramandati, osservazione delle stagioni e conoscenza dei singoli appezzamenti.

Oggi questi territori stanno vivendo una nuova stagione. Sempre più produttori lavorano per riportare al centro vigneto, biodiversità, identità dei suoli e riconoscibilità delle singole zone, cercando nei vini non soltanto qualità, ma una relazione sempre più precisa con il luogo da cui provengono. Perché il valore più profondo di questi territori non sta semplicemente nella loro capacità di produrre grandi vini. Sta nella possibilità di riconoscere, dentro un bicchiere, la collina da cui quel vino proviene.

Il basalto e la Garganega del Soave. Il calcare, il sole e i rossi dei Colli Berici. Due paesaggi, due identità, due modi diversi di raccontare attraverso il vino la straordinaria varietà del Veneto.

Il Produttore

Tra i Colli Berici e le pianure del Polesine, l’agricoltura assume forme diverse ma conserva un filo conduttore: il rispetto per il tempo naturale delle cose. L’Azienda Agricola da Schio nasce da questa visione ampia e consapevole del paesaggio rurale, dove ogni coltura, ogni vigneto e ogni intervento umano sono parte di un equilibrio più grande. Alla base vi sono Francesco da Schio e suo figlio Berardo, entrambi agronomi, interpreti di un’agricoltura contemporanea che coniuga ricerca scientifica, sostenibilità e tradizione familiare. Insieme gestiscono circa 70 ettari tra Villadose (RO) e il territorio vicentino rappresentando un sistema agricolo complesso e dinamico, in cui biodiversità, qualità produttiva e responsabilità ambientale procedono di pari passo.

Il cuore vitivinicolo dell’azienda si trova sui Colli Berici, ad Arcugnano (VI), in vigneti bene esposti al sole e immersi in un contesto naturale fatto di boschi, prati e ventilazione costante. Qui la coltivazione attenta e rispettosa dell’equilibrio naturale permette all’uva di sviluppare un’identità precisa, fatta di vitalità, profondità aromatica e autenticità territoriale. Varietà come Cabernet Franc, Garganega e vitigni  PIWI destinati alla produzione di rosati e bollicine diventano strumenti per raccontare il paesaggio attraverso il vino.

La visione della Agricola da Schio si fonda su pratiche orientate alla rigenerazione del suolo e alla tutela degli ecosistemi: rotazioni colturali evolute, semina su sodo, integrazione di siepi e boschi, apicoltura stanziale e allevamento all’aperto. Un modello produttivo che guarda al futuro senza perdere il legame con la storia, con la cultura e con le radici del territorio.

Questa filosofia trova una delle sue espressioni più avanzate nel progetto del Bosco delle Vigne, sviluppato sui Colli Berici. In questo contesto naturale modellato da antichi eventi geologici, l’azienda si prende cura di circa 15 ettari tra vigneti, oliveti, frutteti, prati e aree boschive con l’obiettivo di rigenerare il paesaggio in chiave agroecologica, salvaguardando la biodiversità e promuovendo tecniche agricole innovative.

Il progetto, realizzato in collaborazione con l’Università di Padova e con il supporto di WOWnature, ha previsto la messa a dimora di oltre 5.000 tra alberi, arbusti, viti ed olivi attraverso sistemi agroforestali complementari. Da un lato la riscoperta della vite maritata, tecnica antica in cui la vite cresce su alberi tutori come l’acero campestre, creando un paesaggio agricolo suggestivo e resiliente. Dall’altro la realizzazione di un vigneto agroforestale sperimentale, dove le viti convivono con specie forestali e fruttifere come sorbo domestico, mirabolano, ciliegio canino, corbezzolo e orniello.

In ogni bottiglia Agricola da Schio si ritrova un’idea di agricoltura che non si limita a produrre, ma che interpreta il territorio come un organismo vivo.Questo sistema misto consente di diversificare la produzione, migliorare la fertilità del suolo, creare nuovi habitat naturali e aumentare la resilienza dell’ecosistema. Il Bosco delle Vigne è pensato anche come luogo da vivere e conoscere, con percorsi esperienziali e didattici dedicati ai principi dell’agroecologia e alla relazione armoniosa tra Uomo e Natura.

Il legame tra agricoltura, storia e territorio trova una sintesi simbolica in Palazzo da Schio Ca’ d’Oro, nel cuore più antico di Vicenza. Qui la famiglia custodisce la propria memoria e affina i vini nelle antiche fondamenta dell’edificio, poggiate su pietre risalenti al II secolo a.C. Una continuità che attraversa i secoli e che oggi si traduce in una produzione vitivinicola capace di unire competenza agronomica, sensibilità ambientale e cultura del luogo.

In questo equilibrio tra ricerca, paesaggio e tradizione prende forma la produzione vinicola dell’azienda. Dai vigneti di Arcugnano nascono il Cabernet Franc Veneto IGT, interpretazione precisa e territoriale del vitigno, la Garganega Veneto IGT, luminosa e autentica espressione del contesto berico, il Rosso Veneto IGT e un Rosato Frizzante Veneto IGT, capaci di raccontare il lato più dinamico e conviviale della produzione aziendale. Il vino diventa così la sintesi di un paesaggio rigenerato, di una competenza agronomica evoluta e di una visione che guarda al futuro senza perdere il legame con la storia.

Conservazione
  • Conservare in luogo fresco e asciutto
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